Gabriel BREZOIU – General Manager –  GEYC

Usi le tecnologie digitali e dei social media nella tua pianificazione quotidiana di lavoro?

Sì, ritengo che le tecnologie digitali siano uno degli aspetti chiave da integrare nel lavoro di una organizzazione giovanile. La nostra organizzazione ha iniziato come un gruppo informale dei social media (Comunità GEYC) e ora raccoglie oltre 2500 membri in tutto il paese e in Diaspora (in particolare nella Repubblica di Moldova attraverso il Programma #SupportMoldova, geyc.ro/moldova). Dunque, il digitale è perfettamente integrato in tutto quello che stiamo facendo: abbiamo e-meetings, e-appointments, GEYC Community è il principale luogo d’incontro della nostra comunità per discutere e condividere le opportunità, coordiniamo progetti attraverso strumenti di collaborazione e promuoviamo il nostro lavoro attraverso i social media. Inoltre, GEYC ha ideato European Digital Youth Summit – EDYS (www.edys.eu) e PRISMA European Network (http://prisma-network.eu),una coalizione europea della gioventù dove vi sono organizzazioni interessate ad  aumentare la qualità del loro lavoro digitale attraverso tecnologia.

Chi è un volontario digitale? Cosa deve imparare un volontario digitale?

Penso che un volontario digitale sia una persona che lavori in un’organizzazione di volontariato nell’ambito digitale. Per una migliore comprensione, abbiamo bisogno di fare una distinzione tra un’organizzazione digitale (un’organizzazione che integra strumenti digitali in tutti i loro processi) e un’organizzazione che utilizza alcuni strumenti digitali.

Questo tipo di volontario ha necessità di ricevere una formazione mirata su come utilizzare gli strumenti digitali per la collaborazione, la promozione, la gestione del progetto ecc.

In che modo le competenze digitali possono aiutare un dipendente / volontario ONG a gestire il progetto sociale?

Dal mio punto di vista, questi strumenti sono fondamentali per l’efficienza di un’organizzazione: esse consentono di risparmiare tempo e risorse, rendere più semplici le attività e lasciare traccia dando un senso di appartenenza per i propri membri. Secondo i principi del Digital Single Market, le ONG che lavorano e che utilizzano strumenti digitali sono più propense a lavorare in rete, per condividere le buone pratiche e cooperare.

Secondo te, come affrontano le ONG  la trasformazione digitale? Cosa può essere fatto in più o meglio?

Credo che le ONG sono abbastanza aperte a nuovi strumenti, ma anche questo presenta un aspetto negativo: a volte adottano tutti gli strumenti che trovano senza considerare l’ottimizzazione dello strumento stesso e l’integrazione nei processi organizzativi non utilizzando un piano strategico. Dunque, consiglio a tutte le organizzazioni, in particolare quelle nuove, di essere più selettive e di non utilizzare i canali social media se non hanno le risorse per gestirli, di smettere di usare strumenti digitali troppo complessi per la loro attività e cercare di identificare il facile utilizzo e semplici strumenti rilevanti e necessari per il loro lavoro.